Alla fine, l’unica certezza rimane quella dell’inizio. E cioè, che sul progetto di allargare la Zes unica, almeno per la parte amministrativa, a tutto il Paese e comunque anche al Centro-Nord deciderà solo il presidente del Consiglio. Quando e come rimangono però domande per ora senza risposte. Il pressing delle Regioni del Nord e di Confindustria ha prodotto finora un’ipotesi (lo sviluppo delle Zone logistiche semplificate, già presenti nelle aree doganali del Settentrione) su cui si è impegnato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Ma tra gli addetti ai lavori cresce la percezione che la soluzione valutata dalla premier sia quella di un Decreto Legge ad hoc che dovrebbe riconoscere l’estensione della sola semplificazione burocratica alle regioni extra-Sud e non anche il credito d’imposta, come invece sollecitano gli enti territoriali locali. Anche perché recuperare almeno altri 3 miliardi per incentivare gli investimenti anche al Centro-Nord non sembra una passeggiata di questi tempi, anzi.
I tempi però restano un’incognita. C’è chi arriva a pensare che alla fine il Decreto potrebbe essere annunciato in vista della scadenza elettorale, specie se sarà anticipata. E chi non esclude una frenata sulla scorta, ad esempio, delle polemiche sollevate di recente in Sardegna e Puglia, politicamente non della maggioranza di Governo, a proposito di un paio di progetti autorizzati dalla Zes unica per i quali sono stati avanzati dubbi sul piano locale (in entrambi i casi è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, a ribadire la regolarità delle procedure che peraltro coinvolgono sempre gli enti del territorio).






