Thatcher, Merkel, von der Leyen, Meloni, Takaichi e così via. Le donne al potere nelle democrazie vengono in maggioranza da partiti conservatori. Difficile spiegare come mai non siano le donne delle formazioni di sinistra, così attente ai temi femminili e femministi, a diventare presidenti o primi ministri. È un tarlo che silenziosamente lavora sottopelle nei partiti progressisti, si direbbe: tutti sanno che c’è, pochi ne parlano. Non si può affermare che tutte le donne che hanno scalato il potere siano conservatrici: sicuramente, però, le evidenze disegnano una tendenza.

Nel G7, le sole due donne sono Giorgia Meloni e la giapponese Sanae Takaichi, di destra. Al vertice della Ue ci sono Ursula von der Leyen (Commissione), Christine Lagarde (Bce), Roberta Metsola (Parlamento), tutte del Partito Popolare Europeo. Se una donna entrerà all’Eliseo dopo le elezioni presidenziali francesi dell’anno prossimo, questa sarà Marine Le Pen. In Germania, non è detto che Alternative für Deutschland, oggi primo partito nei sondaggi, vada al governo: la sua leader, però, è Alice Weidel. Angela Merkel, cancelliera tedesca dal 2005 al 2021, ha guidato i cristianodemocratici della Cdu.

Il Regno Unito non ha avuto solo Margaret Thatcher come primo ministro negli anni Ottanta, più di recente anche Theresa May e Liz Truss, del partito conservatore. Non è un quadro a una sola tinta: la primo ministro danese Mette Frederiksen, per dire, è una socialdemocratica, la presidente messicana Claudia Scheinbaum è membro del partito Moreno, di sinistra. Ma sembra evidente, soprattutto in Europa, che nei partiti di centrodestra sia più frequente per le donne arrivare al vertice. Secondo alcuni analisti politici, è perché, di fronte a opinioni pubbliche conservatrici, incarnano meglio degli uomini i valori tradizionali di famiglia e di religione. Secondo altri, vengono spesso chiamate nei momenti di crisi, quando i partiti di centrodestra ottengono buoni risultati. In altri casi, l’ascesa di una donna, soprattutto se forte, «di ferro», permette ai partiti conservatori di smentire gli stereotipi nei loro confronti. Alcuni esperti, infine, sottolineano che nelle destre le quote di genere si applicano poco e ciò si traduce in avanzamenti di carriera più fondati su meriti e determinazione. Sta di fatto che il caso curioso delle donne potenti di destra è da studiare. Soprattutto a sinistra.