Dopo il caso del padiglione a Venezia voluto da Buttafuoco, l’Ue chiude i rubinetti: «Nessun centesimo in iniziative in cui è coinvolta Mosca». La decisione finale spetta all’Eacea, ma il dado è tratto. E sulle Olimpiadi 2028…
«Si tratta decisamente di una questione politica. Nessun centesimo dei nostri soldi, dei soldi dei contribuenti, andrà in nessuna iniziativa in cui è coinvolta la Russia». È la posizione ribadita a Lettera43 dal portavoce della Commissione europea dopo l’annuncio della raccomandazione di Bruxelles di interrompere il finanziamento da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia.
Il ritrovato asse giallo-verde in salsa filorussa
Le risposte fornite dalla Fondazione dopo il primo avviso ad aprile non hanno soddisfatto la Commissione e quindi la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha annunciato su X l’ufficializzazione della decisione. Il breve messaggio diffuso ha aperto la discussione politica in Italia. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia ha contestato la scelta di Bruxelles, sostenendo che «la cultura non si censura e gli artisti non sono soldati». Lega e Movimento 5 stelle, in un ritrovato asse giallo-verde in salsa filorussa, hanno accusato l’Ue di ricatti. Ma è proprio il carattere politico della scelta a essere fortemente rivendicato dalla Commissione.
















