Celle completamente chiuse la sera, sia la grata interna che la porta blindata: così vivono questi giorni di estremo caldo i 27 detenuti del carcere minorile Malaspina di Palermo, in condizioni salubrità «inaccettabili». A dare un quadro della situazione nell’istituto è stata una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. Le celle, in cui i detenuti vivono gran parte della giornata anche per la carenza di iniziative di riabilitazione, sono dotate unicamente di ventilatori, mentre il numero attuale di detenuti è inferiore al tasso medio nazionale di sovraffollamento (140%) solo perchè dei 45 posti disponili una parte è stata tagliata da lavori di ripristino in corso che hanno determinato la chiusura di un intero gruppo di celle. Carente è anche l’organico di polizia penitenziaria: sono presenti 39 operatori rispetto ai 55 previsti, con uno scarto di almeno 16 unità: il sovraccarico per il personale in servizio impedisce di realizzare molte delle attività socio-educative programmate, non solo all’esterno ma anche all’interno della struttura, riducendo fortemente la possibilità di trascorrere il tempo al di fuori della cella.Un elemento di particolare preoccupazione è l’assenza di un presidio medico notturno, una lacuna che può esporre a situazioni di grave rischio, visto che la struttura fa affidamento unicamente sulla Guardia medica ordinaria o sul servizio 112. Attualmente, la struttura consente il raggiungimento della terza media grazie, ma ciò, spiega l’Alleamza, avviene «in modo precario per la gestione di gruppi multi-età e multiculturali e per altro non garantisce ai giovani detenuti accesso a percorsi formativi più articolati e qualificanti che sarebbero essenziali per il loro reinserimento sociale o lavorativo».Il carcere, inoltre, sembra lontano dalle dinamiche della società esterna: i progetti di inserimento lavorativo coinvolgono 4 giovani detenuti e dovrebbero estendersi a 3 ulteriori beneficiari nelle prossime settimane. Purtroppo, questi progetti «sono realizzati esclusivamente grazie alla costante interlocuzione e al supporto del Terzo Settore, mentre sembra essere difficile il rapporto col tessuto imprenditoriale; un elemento che evidenzia sia l’impegno di realtà esterne che le risorse limitate della struttura nel rispondere attraverso altre interlocuzioni ai bisogni di trattamento». Una buona notizia sembra arrivare, intanto, con a riassegnazione di 2 milioni di euro per la ristrutturazione del carcere. Gioacchino Veneziano, responsabile regionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria Sicilia, spiega che l’iter «ha subito un accelerazione», ma «è necessario l’ultimo sforzo per l’affidamento della gara d’appalto e iniziare i lavori almeno da settembre di quest’anno». La ristrutturazione «permetterà di adeguare in toto le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria, perché verranno adeguati gli spazi detentivi, quindi le camere detentive con suppellettili antivandalizzazione, i servizi igienici, gli impianti tecnologici, la sostituzione delle grate e delle inferriate con ferro antiseghetto, e l’installazione di un impianto antincendio».
Caldo, allarme dal carcere minorile di Palermo: condizione inaccettabili
Celle completamente chiuse la sera, sia la grata interna che la porta blindata: così vivono questi giorni di estremo caldo i 27 detenuti del carcere minorile Malaspina...











