Ma servono regole chiare e collaborazione

Roma, 15 lug. – La sostenibilità continua a rappresentare una leva di competitività per il settore privato italiano, che nell’attuazione dell’Agenda 2030 è sempre più orientato a tradurre gli obiettivi di lungo periodo in azioni concrete e misurabili. A delineare questo scenario sono i dati raccolti da UN Global Compact Network Italia per il proprio contributo alla Voluntary National Review italiana 2026, presentata all’High-level Political Forum delle Nazioni Unite. UN Global Compact Network Italia riunisce oggi oltre 800 aderenti, con un fatturato complessivo di circa 890 miliardi di euro, pari al 40% del PIL italiano, e nel 2025 ha accolto 150 nuove imprese, registrando il più elevato incremento di adesioni dalla sua costituzione.

La Voluntary National Review rappresenta lo strumento con cui gli Stati membri delle Nazioni Unite rendicontano i progressi compiuti nell’attuazione dell’Agenda 2030. Per l’edizione 2026, UN Global Compact Network Italia ha contribuito alla redazione del documento nazionale con un’analisi dedicata al ruolo del settore privato, elaborata a partire dai dati della Communication on Progress (CoP) 2025 – la rendicontazione annuale obbligatoria delle imprese aderenti all’UN Global Compact – e da un’indagine qualitativa condotta su circa 100 aziende del Network. Il contributo conferma il ruolo di UNGCN Italia come interlocutore di riferimento nel dialogo tra imprese, istituzioni e società civile sui temi dello sviluppo sostenibile.