L'Aula della Camera ha concluso l'esame degli emendamenti alla proposta di legge per la riforma della legge elettorale e dei relativi 29 ordini del giorno. Il voto finale, a scrutinio segreto, in prima lettura è atteso per questa mattina.
Ieri l'Assemblea ha fatto registrare il sì unanime, con il parere positivo del Governo, (353 i voti favorevoli) a un subemendamento che consente il voto alle elezioni politiche, europee e ai referendum a chiunque si trovi fuori sede per ragioni di lavoro, studio o salute.
Intanto, dopo la caduta, con la maggioranza sotto di un voto alla Camera allo scrutinio segreto per l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze, l'Aula ha bocciato anche l'emendamento presentato, sempre riguardante le preferenze, da Futuro Nazionale. I voti a favore sono stati 139, i contrari 233, con il centrodestra che si è spaccato: Fratelli d’Italia ha votato sì, Lega e Forza Italia hanno votato no.
Anche quest'ultimo voto sulle preferenze è stato a scrutinio segreto. Ma già prima del voto dal partito di Giorgia Meloni, che complessivamente ha 117 deputati alla Camera, era emersa la volontà di votare a favore.
Anche l’esito di questo voto ha innescato la reazione dell’opposizione. «Oggi si svela una nuova minoranza di governo, Fdi-FnV. Non si può andare avanti come se nulla stia accadendo in questo Parlamento», il commento del capogruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi.












