Mi chiamo Hayat Fatimi, c’è questo uomo con cui stavo prima che ora mi dice: ‘se non torni con me ti ammazzo’”. Sono le 13.04 del 13 maggio 2025 quando Hayat Fatimi, 47 anni cuoca marocchina con lavoro e residente a Foggia, denuncia in Questura l’ex compagno, connazionale e coetaneo Tariq El Mefeddel. Tre mesi dopo, all’una di notte del 7 agosto, Fatimi verrà uccisa con 15 coltellate vicino casa in vico Cibele. A massacrarla sarebbe stato El Mefeddel che all’epoca del femminicidio era ricercato da 10 giorni per essere portato in carcere per stalking; dopo il delitto fuggì da Foggia e venne rintracciato e fermato a Roma la mattina del 7 agosto di un anno fa. Dal 9 ottobre l’imputato difeso dagli avv. Antonio Gabrieli e Giada Ficarelli sarà processato in corte d’assise per omicidio aggravato tra l’altro da premeditazione, crudeltà e motivi abietti; e per atti persecutori.

Ecco cosa disse la vittima ai poliziotti il 13 maggio di un anno fa, chiedendo aiuto. “A maggio 2024 intrapresi una relazione sentimentale con Tariq El Mefeddel che vive in una fabbrica abbandonata vicino al cimitero. Per motivi di gelosia litigavamo sempre, così a agosto 2024 decisi di interrompere la relazione. Da quel momento ha iniziato a telefonarmi a tutte le ore del giorno per riallacciare il rapporto. Al mio fermo diniego, ha iniziato a minacciarmi di morte. Lavoro in un ristorante come cuoca e il mio orario termina sempre in tarda serata. Ad aprile 2025 ho trovato Tariq fuori dal mio posto di lavoro che mi aspettava per parlarmi: sembrava tranquillo e rassegnato alla chiusura della relazione. Ma dopo qualche giorno mi sono arrivati messaggi su Whatsapp in lingua araba di cui allego le registrazioni con cui ha ricominciato a minacciarmi. Dice: ‘se non torni con me ti ammazzo’”.