di Simona Plettolunedì 20 luglio 20263' di letturaÈ un video di cinque minuti, destinato a diventare uno degli elementi chiave dell’inchiesta, a raccontare gli ultimi istanti di vita di Abderrahim Fakir, 43 anni, morto domenica mattina al Pilastro (Bologna) durante un intervento della polizia. Cinque minuti che hanno già acceso lo scontro politico e alimentato accuse pesantissime contro gli agenti. Ma le immagini, almeno per quanto mostrano, raccontano anche altro: due poliziotti impegnati a contenere un uomo in evidente stato di agitazione, un intervento eseguito alla presenza dei sanitari del 118 e senza che, dal filmato finora circolato, emergano violenze gratuite o comportamenti incompatibili con le procedure di contenimento. Saranno l’autopsia, le bodycam e gli accertamenti della magistratura a stabilire che cosa abbia provocato il decesso.La tragedia si consuma in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro. A chiamare il 113 sono alcuni residenti, allarmati dalla presenza di un uomo che, nell’area dei garage del condominio, urla e dà in escandescenze. Secondo la ricostruzione della Questura, una volta arrivata la volante, il 43enne avrebbe anche colpito l’auto di servizio, rendendo necessario un intervento di contenimento. Gli agenti chiedono immediatamente anche l’intervento del 118, già presente durante le fasi più delicate. Viene utilizzato lo spray urticante e l’uomo viene immobilizzato con fascette ai polsi. Pochi istanti dopo accusa un malore improvviso. Ogni tentativo di rianimazione risulta inutile. Le immagini riprese da alcuni residenti mostrano Fakir a terra, in posizione prona, mentre continua a dimenarsi e a gridare «aiuto, basta». Due agenti cercano di portargli le mani dietro la schiena per bloccarlo, mentre un terzo uomo, probabilmente un residente, trattiene le gambe. Tutto davanti a due operatori del 118. Dopo alcuni minuti il 43enne smette di opporre resistenza e sembra perdere conoscenza. Uno dei poliziotti si china per verificarne le condizioni, ma non riceve risposta.IL FILMATO