E' durata meno di 12 ore la fuga dell'ex compagno di Fatimi Hayat, la 46enne marocchina uccisa a coltellate attorno all'una della scorsa notte per strada, a pochi metri dalla sua abitazione nel centro storico di Foggia. I carabinieri, dopo un inseguimento a piedi, hanno bloccato l'uomo, connazionale e coetaneo della donna, nella centrale piazza della Croce Rossa a Roma, dove passeggiava.
Aveva ancora i vestiti sporchi presumibilmente del sangue della donna. L'uomo, definito pericoloso dagli inquirenti, era destinatario di un divieto di avvicinamento alla donna con braccialetto elettronico, che però non gli era stato applicato per motivi tecnici. Nel luglio scorso era stato emesso a suo carico anche un provvedimento di arresto in carcere, non eseguito perché l'uomo era senza fissa dimora.
Hayat Fatimi è desritta da chi la conosceva come una persona generosa e di gran cuore. Viveva regolarmente in Italia da diversi anni e lavorava come cuoca in un ristorante. Aveva acquistato casa a Foggia, un appartamento a pianoterra nel centro storico, a pochi passi dal quale è stata uccisa. Saranno gli esami scientifici e l'autopsia a stabilire con precisione le coltellate inferte. Non era sposata e non aveva figli e aveva intrecciato una relazione negli ultimi mesi con il connazionale. Rapporto che aveva interrotto quasi subito per i comportamenti violenti dell'uomo.













