Ci sarebbe una relazione durata pochi mesi e trasformatasi in un incubo alla base del delitto della donna di 46 anni di orgini marocchine, cuoca in un ristorante, uccisa la scorsa notte, mercoledì 6 agosto, a Foggia a pochi metri dalla sua abitazione, un pianterreno nel centro storico della città. La donna, stando a quanto ricostruito, si era rivolta ad aprile scorso al centro antiviolenza 'Telefono donna' (afferente all'associazione Impegno donna) per chiedere aiuto spiegando che l'ex compagno, che si era già mostrato violento durante i mesi di relazione, motivo per il quale aveva posto fine alla relazione, la importunava seguendola e minacciandola. Le operatrici del centro l'hanno convinta a denunciarlo.

Cosa che è avvenuta lo scorso maggio anche se la donna, nonostante le sollecitazioni delle operatrici del centro ad allontanarsi da Foggia e a trovare rifugio presso una struttura protetta o presso qualche parente, avrebbe rifiutato di allontanarsi dalla città. Il 16 giugno, inoltre, il centro antiviolenza avrebbe inviato alle forze dell'ordine una valutazione di rischio alto con possibile femminicidio. A quanto si apprende, l'uomo, suo connazionale regolare in Italia ma senza una fissa dimora, era destinatario di una misura cautelare. È stato fermato dai carabinieri dello Scalo Termini a Roma, in piazza della Croce Rossa,