«Tutti sapevano che Hayat era in pericolo di vita. Si poteva e si doveva fare di più per salvarla». Così Gianfranco Abazia, 55 anni, titolare del ristorante «Bodà Steakhouse» di Foggia, dove da circa un anno e mezzo lavorava come cuoca Hayat Fatimi 46 anni, la donna di origini marocchine uccisa, nella notte tra il 6 e il 7 agosto, a coltellate a poca distanza dalla sua abitazione nel centro città dall’ex compagno Tariq El Mefedel – regolare sul territorio ma senza fissa dimora – arrestato giovedì mattina a Roma.