La procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri dei campionati maschili di calcio di Serie A e B indagato in concorso per frode sportiva: Rocchi è accusato di avere indirizzato la designazione arbitrale di tre partite del 2025 e di una del 2026 in modo tale da assecondare le preferenze dell’Inter. Il reato di frode sportiva punisce chi prova ad alterare il risultato di una competizione sportiva con atti illegali o fraudolenti.

Stando a quanto emerso finora, dopo due anni di indagini, per i magistrati ci sarebbero in effetti stati singoli episodi di interferenza che però non sarebbero sufficienti per dimostrare in tribunale l’esistenza di un «sistema strutturato», cioè un gruppo di persone, che agiva con l’obiettivo di interferire sulle nomine.

È stato reso noto che era indagata anche l’Inter, ma la posizione della società era stata subito archiviata. Molto in sintesi, la società era indagata per via della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, ma dal momento che è stata esclusa l’ipotesi di reato di frode sportiva l’accusa è stata archiviata.

La richiesta di archiviazione dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari, che potrà decidere se accoglierla o respingerla. Resta comunque aperto un filone d’indagine su questo caso, che riguarda l’accusa a Rocchi di aver influenzato una decisione presa col VAR, il sistema che permette all’arbitro di cambiare una scelta sbagliata con l’assistenza di un altro arbitro in una sala video, durante la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Gli atti di questo filone sono stati trasmessi alla procura di Monza, e poi anche alla procura federale della FIGC e alla procura dello sport del CONI, che potrebbero valutare sanzioni disciplinari sportive.