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La Procura di Milano ha chiesto questa settimana l’archiviazione per Gianluca Rocchi, l’ex designatore degli arbitri di Serie A e Serie B indagato per concorso in frode sportiva. Dopo oltre un anno di indagini, i magistrati milanesi hanno concluso che non esiste un "sistema" strutturato volto ad alterare le partite o a favorire l’Inter attraverso le designazioni arbitrali. Nel provvedimento di archiviazione, firmato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Gianluca Ascione, si dà anche atto del mancato sequestro dei cellulari degli indagati, a causa del “clamore mediatico” che ha accompagnato l'indagine fin dall'inizio L’inchiesta nasce da lontano, ben prima dell’esposto presentato dall’ex assistente arbitrale Domenico Rocca. Secondo quanto emerso, la Procura stava già indagando da oltre un anno sull’ipotesi che Rocchi potesse aver interferito con il sistema delle designazioni arbitrali e con alcune decisioni VAR. Gli episodi contestati nel campionato 2024-25 erano tre: la designazione di Andrea Colombo per Bologna-Inter, ritenuto arbitro “gradito” ai nerazzurri; la presunta “schermatura” di Daniele Doveri in occasione della semifinale di Coppa Italia Inter-Milan, per evitare che potesse dirigere gare successive più sensibili per l’Inter; le presunte interferenze nella sala VAR durante Udinese-Parma. Nelle intercettazioni, Rocchi parlava di “loro” riferendosi ai gradimenti o mancati gradimenti delle squadre rispetto agli arbitri. Ma nel corso degli interrogatori l’ex designatore ha sostenuto che non si trattava di pressioni dirette, bensì di "umori" raccolti attraverso i referenti arbitrali dei club, i media, i social e il contesto calcistico generale.







