Non c’è solo UniCredit impegnato in terra tedesca a espandere la propria attività, sfidando il governo e l’establishment, nella conquista del controllo azionario di Commerzbank. C’è anche Italo, di cui è presidente Luca Cordero di Montezemolo e primo azionista Msc di Gianluigi Aponte, con il fondo americano Gip Pegasus e la tedesca Allianz.

La compagnia italiana sfida il monopolio delle ferrovie tedesche (l’ultimo grande rimasto in Europa) e ha ottenuto, oltre alla licenza - ed è questo un successo anche politico non trascurabile - il via libera a fine giugno della locale autorità dei trasporti, Bundesnetzagentur.

La controllata tedesca di Italo, Atrium con sede a Düsseldorf, è ora in attesa di altri due via libera: dell’autorità Antitrust e del comitato consultivo dell’infrastruttura ferroviaria. E spera di essere operativa a partire dal 2028. L’investimento è superiore ai 3 miliardi. A differenza di quello che accade sul versante bancario, l’arrivo degli italiani è tutt’altro che osteggiato dal pubblico dei viaggiatori, esasperato da ritardi e disservizi. Ben venga la liberalizzazione e l’apertura agli stranieri. Anche perché Italo investirà sui treni Siemens e avrà management tutto tedesco. Ovviamente, come è accaduto peraltro in Italia, il problema sarà su quali tratte e nodi potrà operare il servizio privato. L’opposizione del monopolista, Deutsche Bahn, si annuncia dura. E verrà dalla sua amministratrice delegata, Evelyn Palla, prima donna a guidare le ferrovie tedesche che essendo italiana (è nata a Bolzano), non farà alcuno sconto. Anzi, è la più dura nell’accusare Italo di volersi scegliere le tratte più redditizie. Una sfida tutta italiana per i treni tedeschi. Ma decideranno i viaggiatori che sperano di avere tariffe più basse e collegamenti più puntuali e affidabili.