La compagnia ferroviaria Italo, nata e cresciuta sulla spinta di imprenditori bolognesi, come Luca Cordero di Montezemolo, sta andando all'assalto della Germania: nonostante i veti politici - più o meno ufficiali - attende il via libera per entrare sul mercato tedesco dell'Alta velocità, investendo 3,6 miliardi di euro per nuovi treni e assunzioni.
Insomma, una replica di quanto avvenne lungo la Penisola nel 2012 quando lanciò la sfida a Trenitalia. Un progetto ambizioso, di un'impresa italiana, che appunto cerca spazio in Europa portando una ventata di novità sui binari tedeschi, con ricadute sicuramente positive (sotto il profilo dei prezzi e dell'offerta delle corse) ai cittadini. Quello che ci vorrebbe anche sotto la bandiera tricolore, dove le ferrovie restano un tasto dolente e dove bilanciare Alta velocità - che tutti vorrebbero - col trasporto regionale è sempre più complicato.
In questi giorni, infatti, mentre la Regione accoglieva col sorriso il miglioramento delle coincidenze sulla Porretta-Pistoia, in Romagna continuava il braccio di ferro politico su dove collocare l'eventuale e futura nuova stazione dell'Alta velocità ferroviaria - con la tratta dedicata ai Frecciarossa e ad Italo che da Bologna dovrebbe pian piano allungarsi fino a Marche, Abruzzo e Puglia -: il centrodestra spinge su Forlì (anche per via della vicinanza di schieramento col sindaco), mentre il centrosinistra resta cauto, senza escludere le opzioni Faenza e Cesena.











