Se Lufthansa acquisisce Ita, come già nel 2012 fece Volkswagen/Audi con la Ducati, ai tedeschi va benissimo: è il libero mercato. Ma ora che Unicredit ha lanciato una OPS contro Commerzbank persino il Cancelliere Merz, come altri esponenti politici e sindacali, ha tuonato contro una" inaccettabile operazione ostile" (che sia detto per inciso sta avviandosi verso il successo dato che Unicredit, che già aveva il 26,77% ha annunciato di aver già raggiunto una quota potenziale in Commerzbank del 50,67%). E lo stesso sta accadendo per Italo, contro la quale Deutsche Bahn (DB) sta alzando le barricate.

La Commissione Europea ha fissato il 2031 per la fine del monopolio ferroviario sull’Alta velocità e Italo, il gruppo - fondato e presieduto da Luca Cordero di Montezemolo e guidato dall’amministratore delegato Gianbattista La Rocca - che aprì la concorrenza ferroviaria in Italia, ha richiesto per prima l’accesso al mercato tedesco presentando un piano ambizioso da 3,6 miliardi per sfidare Deutsche Bahn. I treni, che saranno acquistati dalla tedesca Siemens, inizialmente saranno 30, ma c’è già un’opzione per ulteriori 14, con un investimento da 1,2 miliardi a cui se ne aggiungono 2,4 per la manutenzione trentennale e le attività legate a formazione del personale, servizi IT e altro. A questo vanno sommati i costi del pedaggio: Italo verserà infatti ogni anno 250 milioni di euro per accedere alla rete. L’Italo tedesco collegherà 18 città su 1300 chilometri di rete per un totale di 50 collegamenti al giorno lungo due direttrici principali: Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo. Obiettivo, avere i primi treni sulla rete tedesca a metà 2028. Non facile né scontato.