Dissalatore di Porto Empedocle, dopo le polemiche e gli attacchi dei comitati locali, via alla procedura per il rilascio di una certificazione essenziale.

Si è riunita ieri, ma è stata rinviata a fine mese, la Conferenza di servizi che dovrà provvedere a verificare se l’impianto, realizzato l’estate scorsa sull’onda dell’emergenza ma che oggi non appare esattamente risolutivo per fronteggiare la carenza idrica in provincia, ha le caratteristiche necessarie per ricevere l’Aua (autorizzazione unica ambientale), una certificazione che raggruppa in sé fino a sette diverse autorizzazioni e che chiaramente valuta la conformità dell’impianto da un punto di vista dell’impatto sull’ambiente ma, anche su chi vive in quella zona.

In tal senso particolarmente sotto i riflettori è l’aspetto che riguarda la rumorosità del dissalatore, tema sul quale il Comitato Mare nostrum e gli ambientalisti si sono più volte pronunciati a ragione: l’impianto, ma stiamo parlando del 2025, per una fase venne utilizzato solo di giorno e spento la notte per eliminare il fastidio arrecato a chi abita nelle vicinanze. Poi partirono i lavori di posa di pannelli fonoassorbenti che per Siciliacque, l’ente che lo gestisce, avrebbero risolto il problema. In tal senso ci sarebbero anche delle verifiche tecniche già condotte dalla società che proverebbero il rispetto dei parametri imposti dalla normativa in tema di inquinamento acustico.