La deputata agrigentina Ida Carmina ha annunciato una visita ispettiva all'impianto di dissalazione di Porto Empedocle perché ritiene non ci sia chiarezza sulle opere di scarico in corso, se l'impianto è in funzione e con quale capacità produttiva. Una presa di posizione che nasce dalla necessità di dare maggiore trasparenza alla funzionalità del dissalatore, uno dei tre che il commissario straordinario nazionale per l'emergenza idrica ha realizzato tramite un piano da circa 100 milioni di euro. Carmina sottolinea che mancano informazioni anche sugli effetti sull'ambiente marino e costiero e sui benefici concreti per il territorio.

«Gli agrigentini continuano a subire pesanti disservizi proprio nei giorni più caldi dell’anno - dice - mentre c'è un continuo rimpallo di responsabilità tra Azienda Idrica Comuni Agrigentini e Siciliacque. La richiesta di un'ispezione è stata inviata proprio alla società di sovrambito, che gestisce l'impianto empedoclino. Il dissalatore è un’opera realizzata in regime emergenziale, finanziata con ingenti risorse pubbliche e presentata come una delle principali risposte alla crisi idrica. E per questo i cittadini hanno il diritto di sapere quanto è costata, quanto produce e se contribuisce davvero a risolvere l'emergenza». La parlamentare ha informato della sua iniziativa anche il Presidente della Camera, il ministro per la Protezione civile, lo stesso commissario nazionale per l'emergenza idrica alla Regione, Prefettura, Capitaneria di porto, Aic e le autorità sanitarie e ambientali. Parallelamente ha depositato un’interpellanza urgente che sarà discussa alla Camera, con cui si chiede al governo di fornire risposte puntuali sulla vicenda.