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Elena Meli

Quelli testati per la tollerabilità sono identificati come «presidi medico-chirurgici», emano un odore che disturba l'insetto o lo irritano se si posa sulla nostra pelle (ma nessuno è infallibile). Che cosa fare in caso di morso di zecca

Le malattie trasmesse da zecche e zanzare stanno diventando una presenza stabile anche in Italia, complice un clima sempre più tropicale. È stato segnalato durante un convegno dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Verona: nella fascia fra 23 e 32°C per ogni aumento di un grado della temperatura sale in media del 20% il rischio di infezioni da insetti vettori. Il caldo accelera il ciclo riproduttivo delle zanzare, gli inverni miti non decimano le larve, «Così le aree geografiche esposte a infezioni trasmesse da zecche e zanzare si allargano», dice Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali al Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

Come proteggerci?«I repellenti cutanei anti-zanzara non fanno male, se usati nei modi e tempi indicati in etichetta e non applicandoli mai su pelle irritata, tagli e abrasioni», risponde Gobbi. «Quelli efficaci e testati per la tollerabilità sull’uomo sono identificati come presidi medico-chirurgici, con nome del principio attivo e concentrazione; emanano un odore che disturba la zanzara o la irritano se ci si posa addosso. Se sono in spray non vanno spruzzati sul viso ma sulle mani e poi spalmati; dopo l’esposizione, rientrati a casa, è bene lavare le parti trattate con acqua e sapone».