Una ricerca scientifica ha dimostrato che oltre il 60% degli insetti tentava di mordere anche in presenza di lozioni o spray a base di DEET. Lo studio conferma che gli insetti possano apprendere dall’esperienza e modificare il proprio comportamento sulla base degli odori associati al cibo

Le temperature continuano ad aumentare e, insieme a estati sempre più lunghe e umide, tornano anche le zanzare. Non più soltanto un fastidio delle serate all’aperto, ma insetti sempre più osservati dalla sanità pubblica per la loro capacità di trasportare virus come dengue, chikungunya e Zika. L’Europa è oggi il continente che si riscalda più velocemente al mondo e gli esperti osservano da anni un allungamento della stagione delle zanzare e una diffusione crescente di specie invasive come la zanzara tigre. In questo scenario milioni di persone si affidano a spray, lozioni e diffusori a base di DEET, la sostanza considerata da decenni una delle difese più efficaci contro le punture. Ma proprio mentre il suo utilizzo aumenta, un nuovo studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology suggerisce un possibile effetto inatteso: alcune zanzare potrebbero imparare ad associare l’odore del DEET alla presenza di un pasto di sangue, finendo così per lasciarsi guidare proprio dal repellente che dovrebbe tenerle lontane.