“Voglio che queste cose si sappiano, perché si meritano la merda“. Lo sfogo è di uno dei “campioni” di tesseramenti della Campania. Casertano, nello specifico. È in atto qui una rivolta contro Roberto Vannacci e i dirigenti di Futuro nazionale, simile e forse addirittura più estesa di quella andata in scena lo scorso fine settimana in Calabria, con circa un migliaio di iscritti pronti a mollare il partito. Sì, perché i comitati casertani sul piede di guerra sono ben 17 e contano tra i mille e i 1.500 sostenitori. Ma i veleni all’interno del partito stanno coinvolgendo i comitati di tutto il Sud Italia. E l’accusa al generale, seppur declinata in forme diverse, è la stessa: “Si sta comportando come Meloni e Salvini, nessuna meritocrazia nelle scelte”.

Il blocco campano: “Siamo schifati, si comprano la poltrona per le elezioni”

Per la base, dunque, c’è un Vannacci che pubblicamente afferma che “non ci sono preferenze, perché i galloni si guadagnano sul campo”, e uno che al chiuso delle stanze decide nomine e ruoli (più o meno di potere) senza confronto alcuno. E questo, a chi ha costituito i comitati, fatto i banchetti, raccolto gli iscritti, non va giù. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, in Calabria, è stata la nomina “calata dall’alto” del parlamentare ex Lega, Domenico Furgiuele. E in Campania lo schema è pressoché analogo, con la nomina dell’avvocato Catello Di Capua: i comitati casertani, lo scorso 6 luglio, hanno inviato un comunicato di protesta al leader di FnV e al suo braccio destro, Massimiliano Simoni, ma non hanno ottenuto risposta. “In Assemblea nazionale hanno nominato Antonella Lettieri” ci racconta uno dei delegati, che preferisce restare anonimo, “nel 2022 era candidata alla Camera per la Lega, l’anno successivo alle elezioni comunali con Forza Italia, nel 2025 alla Regionali con Noi Moderati. Le sembra normale?”. Poi i retroscena: “Qui c’è un cerchio magico che comanda e che ruota intorno alla Lega. C’è il padrone di casa, l’ex europarlamentare Valentino Grant, di cui Lettieri è stata assistente a Bruxelles. Poi ci sono Salvatore Mastroianni, ex segretario provinciale del Carroccio, e Sabino Morano, nominato nell’Assemblea nazionale. E infine Di Capua. È tutta la stessa pastetta. E siamo nauseati, siamo schifati“.