L’esatto confine di quello che un big del partito definisce “tsunami al contrario” non è ancora tracciabile. Ciò che è certo è che i futuristi, in Calabria, sono in rivolta. E per Roberto Vannacci è la prima grana interna al partito. La ragione è presto detta: ieri il deputato Domenico Furgiuele, nella riunione coi vertici di Futuro nazionale a Lamezia Terme, è stato nominato responsabile regionale. Il problema è che a molti – moltissimi – iscritti e delegati l’operazione non va giù. Sia per il metodo (“una nomina calata dall’alto, dov’è la meritocrazia di cui tanto parla il generale?”) sia per la persona (“Furgiuele è odiato da Cosenza a Reggio”). Ed ecco il risultato: centinaia di persone – la stima è che possano superare il migliaio – sono pronte a stracciare le tessere di FnV.
Lo strappo è arrivato a vertice ancora in corso, segno che la decisione di affidare la Calabria a Furgiele da parte di Vannacci e del coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni, era data per scontata. Due comitati, il 144 e il 1067 di Lamezia Terme, hanno diffuso un comunicato parlando esplicitamente di “tradimento dei principi espressi dal generale in occasione della due giorni di Roma”, con “la base popolare del partito” che “non è stata presa in considerazione” e la volontà di tutti i tesserati di ritirare la propria tessera, poiché “delusi e stanchi di essere presi in giro per l’ennesima volta da falsi profeti, bravi a parlare”. Ma che all’atto pratico “dimostrano di voler tutelare solo la posizione della sporca dozzina”, garantendo loro “privilegi e grossi stipendi senza portare risultati”.









