PARONA. Una presunta catena di errori, omissioni e carenze nella gestione della sicurezza avrebbe contribuito alla morte di Gianvittorio Carlin, il saldatore di 56 anni di Sannazzaro deceduto il 25 ottobre 2022 durante la manutenzione della caldaia 2 del termovalorizzatore di Parona. È questa, in sintesi, l’ipotesi accusatoria della procura di Pavia , che ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone e cinque società coinvolte nell’inchiesta sulla tragedia sul lavoro. Secondo la pm Diletta Balduzzi, l’incidente sarebbe stato il risultato di una serie di criticità lungo l’intera filiera: dalla gestione dell’impianto da parte della società committente alla progettazione e fornitura dei componenti, fino alle modalità operative adottate dall’impresa incaricata della manutenzione. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. La vicenda Carlin, saldatore esperto inviato per conto dell’azienda esterna Simic S.p.a., stava sostituendo un tronchetto della tubazione destinata al trasporto delle sabbie esauste quando cedette il giunto saldato di una curva antiusura. Un pesante tratto verticale della condotta si staccò improvvisamente e lo colpì alla testa. La fuoriuscita del materiale contenuto nella tubazione rese ancora più drammatica la situazione e non lasciò scampo al lavoratore. Per la procura, come emerge dagli atti, la tragedia non sarebbe stata imprevedibile. Tra gli elementi al centro dell’indagine vi è anche un precedente cedimento verificatosi sulla stessa linea nel febbraio 2022. Secondo l’accusa, quell’episodio avrebbe dovuto portare a una rivalutazione delle condizioni dell’impianto e a interventi strutturali, mentre sarebbe stata adottata una soluzione manutentiva ritenuta insufficiente. Per la società committente, Lomellina Energia S.r.l. (oggi A2A Ambiente S.p.a.), la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Paolo Angeloni, 72 anni, datore di lavoro; Michelangelo Colombo, 53 anni, datore di lavoro delegato e responsabile dei lavori; Riccardo Frassoni, 38 anni, dirigente responsabile della manutenzione meccanica; Maurizio Melileo, 44 anni, preposto; ed è indagato anche Luca Rota, 58 anni, coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. Secondo l’accusa, sarebbero stati omessi un’adeguata analisi dei rischi specifici e un efficace coordinamento tra le imprese coinvolte. Per Samec S.p.a. Costruzioni Meccaniche, con sede a Castelverde (Cremona), risultano indagati Laura Morandi, 59 anni, datrice di lavoro, e Marco Arienti, 49 anni, e Francesco Fasoli, 63 anni, progettisti e collaudatori. La procura contesta presunte criticità nella progettazione dell’impianto sotto il profilo tecnico e documentale. Per Saro S.r.l., con sede a Milano, sono indagati Ferruccio Porro, 69 anni, datore di lavoro, Giovanni Calloni, 36 anni, e Riccardo Virdis, 51 anni. Per F.G. s.n.c. di Demetrio Ferrario & C., con sede a Dairago (Milano), risponde Demetrio Ferrario, 49 anni. Le contestazioni riguardano presunte carenze nei controlli delle lavorazioni e nella qualità delle saldature. Per Simic S.p.a., con sede a Camerana (Cuneo), impresa esecutrice dei lavori, gli indagati sono Ferruccio Boveri, 81 anni, datore di lavoro; Alessandro Chiari, 52 anni, datore di lavoro delegato; Danilo Giglio, 61 anni, capocantiere; Elia Rosso, 52 anni, vicecapocantiere; e Stefano Quarzo, 54 anni, preposto. Secondo la procura, durante l’intervento sarebbe stata adottata una procedura ritenuta pericolosa, con la movimentazione della tubazione mediante sistemi di sollevamento mentre gli operatori lavoravano nell’area sottostante. Alla società vengono contestate anche presunte carenze nella pianificazione delle operazioni, nella formazione del personale e nelle procedure di sicurezza. La procura ha inoltre contestato la responsabilità per violazioni a vario titolo di un decreto legislativo del 2021 sulla sicurezza del lavoro nei confronti di A2A Ambiente S.p.a., Simic S.p.a., Samec S.p.a. Costruzioni Meccaniche, Saro S.r.l. e F.G. s.n.c. Le indagini si sono avvalse delle consulenze del medico legale Luca Tajana e dell’ingegnere Giorgio Chiandussi, oltre ai rilievi di Ats Pavia e ai verbali dei carabinieri intervenuti sul posto.Parti offese sono il fratello della vittima, Andrea Ernesto Carlin, rappresentato dall’avvocato Rolando Dubini, e la compagna Luisa Forni, assistita dall’avvocata Licia Colombo, che nell’udienza preliminare dovrebbero costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni. Udienza preliminare il 24 settembre dal gup Pietro Balduzzi che deciderà se mandare a processo gli indagati, assolverli o accogliere riti alternativi.