Tra il 18 e il 19 luglio, la più grave alluvione della storia della Valtellina: centinaia di frane si riversarono nei torrenti quasi contemporaneamente facendo saltare tutti gli equilibri idraulici dei corsi d’acqua e il 28, quando il peggio sembrava passato, la gigantesca frana della Val Pola. Alla fine si contarono 53 morti, migliaia di miliardi di danni e un’intera valle in ginocchio. A 39 anni da quel luglio terribile, sabato 18 al Teatro Spazio Centrale il ricordo si fa spettacolo con "L’aquilone spezzato". La performance - che si riferisce in particolare a ciò che accadde a Sant’Antonio Morignone e ad Aquilone - vuole essere un "gesto" per mantenere viva la memoria di quei momenti, nel rispetto di tutte le vittime e delle loro famiglie.
Attraverso una complessa, ma assolutamente intellegibile sinergia tra musica, danza e immagini proiettate, quattro artisti faranno rivivere ai presenti, in maniera del tutto inusuale, i momenti cruciali di quelle giornate. Per valorizzare al massimo la potenza emotiva e la sacralità della performance, lo spettacolo prenderà vita all’interno della suggestiva Sala 130 kV. Una location straordinaria che, con la sua architettura carica di storia e fascino, permetterà al pubblico di immergersi completamente nell’opera, abbattendo ogni distanza per trovarsi a diretto contatto con i performer e le loro vibrazioni. Per favorire questa sintonia gli spettatori saranno invitati a prendere posto sul pavimento. Prenotazione obbligatoria entro 24 ore prima via WhatsApp o Telegram al numero 347-8430664 oppure alla mail info@spaziocentrale.it, indicando nome e cognome.






