HomeViareggioCronacaIl ricordo dell’Alluvione. Quella pioggia battente diventò fiume traditoreIl primo allarme: "C’è uno scuolabus rimasto intrappolato in una frana". Poi l’insostenibile dolore per i 14 morti, tra cui Giulia 4 anni, e Alessio 9 anni. Quei trenta muniti che cambiarono i connotati al tranquillo paese di Cardoso.Il primo allarme: "C’è uno scuolabus rimasto intrappolato in una frana". Poi l’insostenibile dolore per i 14 morti, tra cui Giulia 4 anni, e Alessio 9 anni. Quei trenta muniti che cambiarono i connotati al tranquillo paese di Cardoso.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCominciò con un "c’è uno scuolabus rimasto coinvolto in una frana sulla strada che porta a Pomezzana". Finì con l’angoscioso stillicidio del conteggio dei morti, l’identificazione delle prime vittime e l’interrogativo opprimente sul numero dei dispersi: il 19 giugno di 30 anni fa, un mercoledì, è il giorno della memoria per l’Alta Versilia in tempo di pace. Così anche a distanza di anni gli sguardi delle persone incrociate in quei giorni sono sempre un ricordo nitido, sguardi che mostravano i segni di lacrime recenti o di un dolore straripante che non era possibile arginare. Il martirio di un paese, Cardoso, dodici vittime, era entrato nel cuore e nei pensieri della gente di tutta Italia, a cominciare dal presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro che qualche giorno dopo volle rendersi conto di persona che cosa fosse accaduto in Alta Versilia, a cavallo con la Garfagnana dove si erano contati quattordici vittime e danni incalcolabili al territorio. Quattordici croci. Due di bambini. Giulia, 4 anni, e Alessio, 9 anni. Dopo due settimane, un’altra morte: un tecnico della Regione impegnato nei rilievi post alluvione nella zona di Fornovolasco. La mattina di quel 19 giugno 1996 si aprì dunque con la prima segnalazione di un mezzo del comune di Stazzema, impegnato nel servizio scolastico, che era rimasto coinvolto in una frana nella zona di Pomezzana. Per fortuna almeno in quel caso non accadde niente di grave. Ma il brutto tempo e le avverse previsioni metereologiche consigliavano di alzare la guardia e di rimanere all’erta. Pioggia battente alternata a pause, tanto che il comune di Stazzema intorno alle 13 era convinto di avere sotto controllo la situazione di emergenza dalla plancia di comando del palazzo di Ponte Stazzemese, per voce dell’allora sindaco Giampiero Lorenzoni.
Il ricordo dell’Alluvione. Quella pioggia battente diventò fiume traditore
Il primo allarme: "C’è uno scuolabus rimasto intrappolato in una frana". Poi l’insostenibile dolore per i 14 morti, tra cui Giulia 4 anni, e Alessio 9 anni. Quei trenta muniti che cambiarono i connotati al tranquillo paese di Cardoso.







