Trent’anni fa, il 19 giugno 1996, un’alluvione disastrosa colpì l’alto versiliese e parte delle Apuane; interi paesi, Cardoso, Fornovolasco, e altri furono letteralmente strappati via dalla violenta energia delle acque. Un disastro di eccezionali proporzioni. Ci furono diversi morti, dispersi, tante persone ferite, molte sfollate. La Prefettura di Lucca, tra gli altri, allertò direttamente la Compagnia Genio per il ripristino di una parte della unica viabilità distrutta dalla ondata di piena, a nord di Serravezza in località “Ruosina”. Era necessario realizzare al più presto un ponte provvisorio per permettere agli automezzi pesanti dei VVF e della Protezione Civile di raggiungere Cardoso semidistrutto, di fatto isolato, e raggiungibile solo a piedi o con mezzi fuoristrada piccoli.

Peraltro continuava a piovere, faceva freddo, e la situazione meteorologica non era delle migliori. I guastatori paracadutisti della Compagnia Genio di Lucca, andarono a prelevare il materiale da ponte “Bailey M1A” al Deposito Materiali da Ponte presso San Martino in Spino (MO). Giunti sul posto si trovarono di fronte alla prima difficoltà; era venerdì pomeriggio e le maestranze civili (operai) che lavoravano al Deposito avevano terminato il normale orario di lavoro… Era quindi necessario attendere una speciale autorizzazione ministeriale per far sì che potessero riaprire il deposito, e quindi gli operai civili fossero autorizzati (e pagati) a caricare gli autocarri con i mezzi d’opera. Succede in questa Italia…