L'immagine simbolo dell’alluvione (foto Tedioli). È il 16 maggio 2023, l’acqua ha invaso le case e travolto tutto. I carabinieri salvano un anziano rimasto intrappolato in via Torretta, a FaenzaBologna, 15 maggio 2026 – Sono passati tre anni dalla catastrofe che ha seminato morte e distruzione in Emilia-Romagna e che ha cambiato per sempre la percezione della pericolosità dei cambiamenti climatici e della fragilità del territorio. Tra il 16 e il 17 maggio 2023 piogge torrenziali e prolungate gonfiarono i fiumi e provocarono devastanti esondazioni in pianura e frane e smottamenti sull’Appennino. Nonostante l’allerta rossa diramata il giorno prima dalla Protezione civile, la dimensione dell’evento (furono stimati 6 milioni di metri cubi d’acqua esondata) sorprese la popolazione. Alla fine ci furono 17 vittime e i danni sono stati quantificati in 8,5 miliardi di euro. Quello, in realtà, fu il primo di una serie di eventi. Altre devastanti alluvioni hanno colpito gli stessi territori tra il 17 e il 19 settembre del 2024 e il 19 e il 20 ottobre dello stesso anno, provocando altri danni e vittime.