HomeMilanoCronacaIn Lombardia il lavoro non è donna. Pochi servizi e aziende non flessibili. Oltre 8.500 madri si sono dimesseRegione prima per numero di dipendenti con figli che hanno dovuto rinunciare alla vita professionale. Pesa la difficoltà a conciliare famiglia e carriera. Gli uomini invece si licenziano per opportunità migliori.Simona Tironi, assessore regionale a Istruzione, Formazione e LavoroRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSono ancora le lavoratrici madri a pagare il prezzo più alto della difficoltà a conciliare vita familiare e lavoro. È quanto emerge dai dati sulle dimissioni e risoluzioni consensuali di lavoratrici madri e lavoratori padri relativi al 2025, presentati ieri a Palazzo Lombardia nel corso di un convegno promosso dalla Consigliera di Parità regionale, Anna Maria Gandolfi. A livello nazionale nel 2025 sono stati registrati 59.770 provvedimenti di convalida, in calo dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Le lavoratrici madri rappresentano il 68% del totale, con 40.628 dimissioni, mentre i lavoratori padri sono il 32%, pari a 19.142 casi, in aumento del 3,4% rispetto al 2024. La Lombardia si conferma la regione col numero più elevato di dimissioni: 13.114 provvedimenti complessivi, contro gli 8.523 del Veneto e i 6.009 dell’Emilia-Romagna. Di questi, 8.542 riguardano lavoratrici madri e 4.572 lavoratori padri. L’analisi evidenzia che tra le madri le principali motivazioni restano le difficoltà legate ai servizi per l’infanzia e alla conciliazione famiglia-lavoro (46,4%), seguite dai problemi organizzativi e dalla poca flessibilità aziendale (32,6%). Per i padri, invece, la causa prevalente è il passaggio a un’altra azienda (62,3%), alla ricerca di migliori condizioni economiche e di un’organizzazione del lavoro più sostenibile. Nel 2025, inoltre, sono state respinte 1.648 richieste di trasformazione del rapporto di lavoro in part-time o di maggiore flessibilità; il 91,4% delle domande respinte era stato presentato da lavoratrici madri.
In Lombardia il lavoro non è donna. Pochi servizi e aziende non flessibili. Oltre 8.500 madri si sono dimesse
Regione prima per numero di dipendenti con figli che hanno dovuto rinunciare alla vita professionale. Pesa la difficoltà a conciliare famiglia e carriera. Gli uomini invece si licenziano per opportunità migliori.








