Ripristinare le sei corse giornaliere dei bus per porre fine ai disagi di chi vive in collina. Con la Regione accusata di aver causato questa situazione privatizzando a suo tempo il servizio. È il senso della missiva che i comitati di Capezzano Monte, Capriglia e Valdicastello hanno inviato a Regione, Provincia e Comune a oltre un mese dal dimezzamento delle corse. "I gravi disagi che stiamo subendo – scrivono – sono legati alla scelta della Regione, oltre 10 anni fa, di privatizzare il trasporto pubblico, penalizzando i territori del ’lotto debole’ e determinando una progressiva riduzione delle corse e un sensibile peggioramento del servizio". Emblematico, come riportano i comitati, il caso di un disabile che a causa del taglio della corsa delle 7 non riesce più a raggiungere il proprio luogo di lavoro, per non parlare di chi deve aspettare tante ore, con il caldo di questo periodo, per poter tornare a casa.

"Chiediamo il ripristino delle sei corse originarie – concludono – nonché della corsa delle 7 per Capezzano Monte e di una seconda corsa entro le 13, entrambe coordinate con gli orari di Valdicastello, per garantire collegamenti funzionali. Confidiamo che chi di dovere accolga tali richieste entro la fine dell’estate, nel pieno rispetto del diritto alla mobilità di tutti i cittadini, in primis i più fragili. Infine vogliamo la certezza che da settembre a giugno le corse verranno ripristinate in toto".