Processo Jonny, 13 condanne definitive e 15 annullate con rinvio per il clan Arena di Isola, inflitti 8 anni a Sacco
ISOLA CAPO RIZZUTO – C’è anche la condanna di Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e vice di quella nazionale, tra le 13 pene divenute definitive nel rito abbreviato del maxi processo Jonny. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che ha respinto il suo ricorso e quello di altri 10 imputati. Due le condanne rideterminate, ma in maniera lieve, che passano anch’esse in giudicato. Sono 15, invece, quelle annullate con rinvio, nei confronti di altrettanti imputati per i quali si prospetta un processo d’appello ter. Quasi tutte le condanne annullate con rinvio diventano, sia pure in parte, definitive. I supremi giudici ordinano, infatti, alla Corte d’Appello di Catanzaro in diversa composizione di rivalutare soltanto alcuni aspetti della sentenza d’appello bis. Limitatamente ad alcuni capi d’imputazione, all’aggravante mafiosa per alcuni reati, alla confisca, al trattamento sanzionatorio o alla misura della libertà vigilata.
L’INCHIESTA REGGE
Regge, in buona sostanza, l’impianto dell’inchiesta che portò nel 2017 all’operazione Jonny, con cui la Dda di Catanzaro inflisse un duro colpo alla potente cosca Arena di Isola Capo Rizzuto che aveva allungato i tentacoli sul Cara S. Anna, struttura per migranti tra le più grandi d’Europa. Reggono, in particolare, le accuse di associazione mafiosa per gli ideatori del business dell’accoglienza. Il verdetto va letto in maniera non disgiunta da quello emesso all’esito del rito ordinario, approdato in Cassazione nei giorni scorsi.















