Processo Jonny, la Cassazione respinge i ricorsi e diventa definitiva, tra le altre, la condanna a 8 anni per l’ex parroco di Isola Scordio.
ISOLA CAPO RIZZUTO – Diventa definitiva la condanna a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa nei confronti di Edoardo Scordio, l’ex parroco di Isola Capo Rizzuto che ideò il sistema attraverso cui la cosca Arena lucrava sui migranti. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che ha respinto i ricorsi degli imputati che hanno scelto il rito ordinario. Il processo è quello scaturito dall’inchiesta che nel maggio 2017 sfociò nella maxi operazione Jonny. Il blitz con cui la Dda di Catanzaro inflisse un duro colpo alla potente cosca Arena, che aveva allungato i tentacoli sul Cara S. Anna, struttura per migranti tra le più grandi d’Europa.
Scordio figura chiave
Il 79enne Scordio è, insieme a Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola e vice di quella nazionale, la figura chiave. Sacco ha scelto però il rito abbreviato, che coinvolge la maggior parte degli imputati e approderà in Cassazione nei prossimi giorni. Ritenuto il broker finanziario della cosca, Sacco, secondo l’accusa insieme al parroco, avrebbe dissipato denaro pubblico attinto dalle risorse milionarie finalizzate al centro d’accoglienza. Parliamo di 36 milioni nel corso di circa 15 anni di gestione dell’appalto, già confiscati dalla Corte dei Conti che ha condannato Sacco e Scordio per danno erariale.










