Pubblicato il: 08/07/2026 – 10:19

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi della difesa e confermato la riforma in appello per gli imputati della storica inchiesta “Jonny”, rendendo definitive le condanne. Diventa irrevocabile la pena a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa nei confronti del 79enne Edoardo Scordio, ex parroco di Isola Capo Rizzuto e figura chiave del sistema insieme a Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia che ha scelto il rito abbreviato. Definitiva anche la condanna a 2 anni e 7 mesi per l’ex consigliere comunale Pasquale Poerio. Per l’ex agente di polizia penitenziaria Francesco Cantore e per Domenico Poerio, addetto alla gestione delle slot machines, la Suprema Corte ha confermato le condanne di primo grado rispettivamente a 10 e 12 anni di carcere, ribaltando l’assoluzione che avevano ottenuto nel primo processo d’Appello.

L’inchiesta

L’indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro e scattata nel maggio 2017 con 68 arresti e 124 indagati, ha svelato un complesso meccanismo criminale che permetteva di sottrarre i fondi pubblici destinati al servizio mensa del Centro di accoglienza locale per dirottarli nelle casse della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Agli atti dell’inchiesta resta scolpita la frase intercettata dagli inquirenti e attribuita a Sacco, che racchiude gli intenti di un sistema ben collaudato: «I neri sono un importante business per la nostra organizzazione criminale». Il sistema non sarebbe stato possibile senza una figura chiave: accanto a Sacco, l’inchiesta ha messo in luce la figura di Don Edoardo Scordio, parroco della chiesa Maria Assunta e fondatore della Misericordia locale. Secondo la ricostruzione dei magistrati, fu proprio l’associazione di volontariato a farsi tramite della «proposta di affari» che permise alla cosca Arena di mettere le mani sul Centro di Accoglienza Sant’Anna.Tra il 2006 e il 2015, le imprese vicine al clan avrebbero incamerato circa 103 milioni di euro di fondi pubblici. Di questa enorme torta, oltre 36 milioni sarebbero stati distratti dalle finalità originali – la cura e il nutrimento dei richiedenti asilo – per essere reinvestiti nel mantenimento degli affiliati e nel rafforzamento economico della consorteria mafiosa.