Da inviato speciale al Sinodo da Papa Francesco a rinviato a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dal trarne un profitto. L’ex disobbediente e capo missione della Ong Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini, finisce così a processo, insieme ad altri 6 membri dell’equipaggio della nave del soccorso civile Mare Jonio. La prova sulla quale si basa l’accusa è quel bonifico da 125mila euro, incassato per una sola operazione di soccorso di migranti, tra l’altro già salvati dalle acque. Nell’udienza, il pm Santo Fornasier ha richiesto al giudice il «rinvio pregiudiziale nell’attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia europea», che entro l’estate dovrà decidere sul caso Kinshasa, che potrebbe ripercuotersi anche sul processo di Ragusa, in quanto la Corte Europea è chiamata ad esprimersi sull’estensione della «scriminante di solidarerietà» nei casi di favoreggiamento dell’ingresso di migranti nel territorio nazionale durante attività di soccorso. Una richiesta, quella del pubblico ministero, alla quale si è associata anche l’Avvocatura dello Stato, costituitasi parte civile.