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Nei giorni scorsi in Piemonte ci sono stati otto grossi incendi boschivi in varie zone delle province di Torino, Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola. È bruciata un’area di quasi dieci chilometri quadrati, equivalente a un decimo della città di Livorno. Ora sono in corso le operazioni per spegnere definitivamente gli incendi: non ci sono più fiamme visibili, ma dalla direzione regionale dei vigili del fuoco del Piemonte dicono che sono ancora attivi alcuni incendi sotterranei.

Gli incendi sotterranei non hanno fiamme visibili, si notano per via del fumo. Sono pericolosi perché possono essere la causa di nuovi incendi in superficie, soprattutto con l’ausilio del vento. Al momento i cinque canadair dei vigili del fuoco stanno facendo tra i 150 e i 200 lanci di acqua al giorno sui punti più critici. Ci sono anche tre elicotteri della regione che stanno portando acqua negli altri punti dove si sono sviluppati gli incendi.

Gli incendi si trovano in zone montuose molto impervie, complicate da raggiungere a piedi o con mezzi di terra, per quello vengono utilizzati soprattutto aerei ed elicotteri. Nel complesso comunque la situazione è in via di miglioramento.

Tra le zone colpite ci sono protette del parco naturale dell’Alta val Sesia e dell’Alta val Strona, il parco nazionale del Gran Paradiso e il parco nazionale della val Grande. Secondo i vigili del fuoco gli incendi non sono stati la conseguenza di attività umane ma sono iniziati a partire da fulmini caduti nei giorni scorsi, e si sono poi propagati facilmente a causa delle temperature elevate di questi giorni, della siccità e del vento, che hanno alimentato le fiamme.