Dall’inizio dell’anno sono stati accertati nella nostra provincia 18 roghi boschivi: 12 sono stati colposi e 6 sono stati dolosi. 33.050 metri quadrati in fiamme, l’equivalente di circa quattro campi da calcio

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In caso di incendio contattare subito i numeri di emergenza

«Il cambiamento climatico aumenta l’incidenza degli incendi boschivi anche in Bergamasca». A dirlo è il tenente colonnello Amerigo Filippi, del Gruppo Carabinieri Forestale di Bergamo, che si occupa delle azioni di contrasto e di risposta agli incendi nella nostra provincia. «Il regime degli incendi boschivi nelle Alpi e nelle Prealpi si sta trasformando radicalmente a causa del riscaldamento globale», spiega Filippi, che continua: «I mutamenti del clima stanno estendendo il rischio di incendi estivi a quote e aree storicamente considerate sicure o umide.

In passato, i roghi alpini si concentravano soprattutto in inverno e in primavera, a causa dei venti secchi come il Föhn. Oggi, invece, l’aumento delle temperature e il prolungamento delle siccità estive stanno spostando l’emergenza verso i mesi caldi». I dati raccolti dalle forze dell’ordine dimostrano che gli incendi estivi nelle Prealpi stanno aumentando: nelle prime tre settimane di giugno sono stati registrati due incendi nelle valli bergamasche - a Sant’Omobono Terme e a Val Brembilla, a cui si aggiunge un rogo a Castelli Calepio - che, prosegue il tenente colonnello, «confermano che è in atto un cambiamento» nella quantità di fuochi che interessano il nostro territorio durante i mesi più caldi. In totale, dall’inizio dell’anno nella nostra provincia sono stati accertati 18 incendi boschivi (il dato è aggiornato al 24 giugno), con una superficie totale andata in fiamme di 33.050 metri quadrati, pari a circa quattro campi da calcio. In media, ogni incendio ha colpito un’area di più di 1.800 metri quadrati, anche se ci sono stati degli eventi molto più impattanti degli altri: quello del 31 marzo in Val Braghizza, a Ponteranica, ha percorso da solo più di novemila metri quadrati di territorio, tanto che per domarlo è stato necessario l’intervento di un elicottero regionale, che ha operato insieme alle squadre antincendio di Ranica, Torre Boldone, Sorisole e Villa d’Almè, supportate da un gruppo di volontari. La geografia dei luoghi colpiti dalle fiamme nel corso di quest’anno restituisce un quadro simile a quello degli anni precedenti, seppur con un’intensità e una frequenza degli eventi in aumento: se le aree pianeggianti sono più sicure, i roghi si sviluppano soprattutto nelle valli. In Val Brembana sono stati colpiti San Giovanni Bianco (2 incendi), Valleve, Zogno, Bracca, Villa d’Almè e Ponteranica, con quest’ultimi due Comuni che hanno registrato due episodi. In Val Seriana gli incendi hanno riguardato Ardesio, Albino e Alzano Lombardo (quest’ultimo con due incendi), mentre in Valle Imagna sono state lambite dal fuoco parti dei territori di Sant’Omobono Terme, Costa Valle Imagna, Fuipiano Valle Imagna e Corna Imagna. Interessati dai roghi, infine, anche Val Brembilla e, lungo l’Oglio, Castelli Calepio.