Canadair in azione anche oggi nel Parco nazionale del Gran Paradiso per un incendio boschivo divampato in alta Valle Soana. Sono ormai tre giorni che proseguono i lanci dall’alto (con elicotteri e canadair): il vento e il terreno secco, purtroppo, alimentano la riaccensione dei focolai. Il rogo sta interessando una zona in quota ricca di erba olina e rododendri. Per fortuna non ci sono case nelle vicinanze. «La situazione è sotto controllo - spiega il sindaco di Valprato Soana, Francesco Bozzato - anche se l'incendio continua ad auto alimentarsi a causa del vento e dei terreni secchi. Difficilmente le operazioni potranno concludersi già nella giornata di oggi». L’area interessata dall'incendio, di circa 65 ettari, va dalla cresta della Malpensa (Comune di Ronco Canavese) all'alpeggio dell’Ardegal-Regomb (Comune di Valprato Soana). A terra il personale del corpo volontari Aib sta presidiando con estrema attenzione la linea di cresta per evitare che il fronte delle fiamme si estenda a dismisura. La colonna di fumo bianco è ben visibile anche dai centri di pianura di buona parte del Canavese. Da mercoledì 8 luglio Ma il rischio è che gli incendi si estendano sempre di più durante tutta l’estate. La siccità degli ultimi due mesi ha reso particolarmente secchi i boschi e così la Regione Piemonte ha dichiarato da mercoledì 8 luglio lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito di quanto previsto dal bollettino per la previsione del pericolo incendi, emesso dal Centro funzionale di Arpa Piemonte, dalle elevate temperature, previste in ulteriore rialzo, e soprattutto dai numerosi incendi che si sono sviluppati sul territorio piemontese, impegnando fortemente tutto il Sistema antincendi boschivi e di Protezione civile. «Sulle temperature molto elevate e la scarsa piovosità purtroppo non possiamo incidere - rileva l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi - ma siamo sempre in prima linea per contenere al massimo il pericolo e per intervenire rapidamente. Determinante in questa attività è l'apporto di tutte le componenti del sistema, che desidero ringraziare». Più responsabilità per i cittadini Ai cittadini si richiede di segnalare al numero unico di emergenza 112 eventuali avvistamenti di incendi; non ostacolare le operazioni di spegnimento, sia a terra sia nei bacini lacustri in cui si riforniscono i velivoli antincendi; evitare qualunque azione che possa favorire l’innesco del fuoco. E ancora: divieto di combustione di residui vegetali agricoli e forestali; divieto di accendere fuochi entro una distanza di 100 metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi; divieto di effettuare azioni determinanti anche solo potenzialmente l'innesco di incendio (accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile, compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio); divieto di usare qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio, tra cui le lanterne volanti. La durata varia in funzione della discesa della temperatura e dell'arrivo delle precipitazioni, che potranno evidenziare un rischio minore e consentire di rientrare nei livelli "normali" di pericolo.