Decine di ettari di parco in fiamme, alberi e pali caduti, vigili del fuoco al lavoro da ore e timore per il ritorno del vento: in provincia di Torino fa paura il foehn che da ieri sera sta sferzando con punte che toccano i cento chilometri orari anche in pianura. I timori riguardano soprattutto il Canavese, dove stamattina è divampato un incendio in regione Rebbia ad Andrate, vicino Ivrea. I focolai stanno minacciando le case e per questo sono intervenuti i vigili del fuoco dai distaccamenti di Ivrea, Biella e Torino Centrale.
È il secondo rogo in poche ore dopo quello che, dalle 18 di ieri, sta distruggendo la riserva naturale della Vauda, tra Nole e San Carlo Canavese. «Hanno avvistato un paio di auto sospette, sono certo che sia doloso» denuncia il sindaco di Nole, Luca Bertino. Concorda il suo collega di San Carlo, Ugo Papurello: «È evidente che sia opera di un piromane». L’incendio della Vauda ha impegnato i vigili del fuoco permanenti e volontari per tutta la notte, con l’aiuto delle squadre Aib (Antincendi boschivi): «Mi hanno chiamato degli automobilisti di passaggio lungo la provinciale 23, in località Buretta – riporta Bertino – Sono andato subito insieme ai vigili del fuoco e inizialmente sembrava che le fiamme fossero contenute. Poi il vento ha allargato il fronte verso San Carlo».







