di

Salvatore Mannino

Il Pm aveva chiesto il minimo della pena per Giuseppina Martin: 12 anni. I giudici hanno riconosciuto la totale incapacità di comprendere la gravità del proprio gesto. «Ancora non mi rendo conto, spero che lei da lassù possa perdonarmi, io non riesco a farlo»

Uccise la madre novantenne e malata di Alzheimer «in preda a uno stress» da assistenza senza pausa che l'aveva resa incapace di intendere e di volere. Un vizio di mente riconosciuto dalla corte d'assise di Arezzo che ha assolto Giuseppina Martin, 67 anni, l'ex impiegata comunale di San Giovanni Valdarno che domenica 9 marzo 2025 strangolò Mirella Del Pasqua, 93 anni, che da qualche tempo si era trasferita in casa sua, proprio perchè incapace di continuare a vivere da sola per il grave decadimento senile, fisico e mentale, da cui era affetta.

L'imputata ha accolto la sentenza con un pianto liberatorio, abbracciata al marito che l'ha sempre sostenuta. E lei stessa, prima che la corte si ritirasse in camera di consiglio aveva chiesto scusa per quel gesto, dettato dallo stress che l'aveva colta dopo giorni e giorni al capezzale della madre, giorno e notte, senza un attimo di pausa: «Ancora non mi rendo conto di cosa sia successo, spero che lei da lassù possa perdonarmi, io non riesco a farlo».