di Luigi Nicolosi
martedì 14 luglio 2026, 13:22
«Dio perdona, io no. Non posso perdonarlo per quello che ha fatto, deve solo marcire in carcere». Enza Cossentino, la madre di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa tredici mesi fa dall'ex fidanzato Alessio Tucci, è un fiume in piena. Al termine dell'udienza celebrata questa mattina innanzi alla Corte di assise di Napoli, la donna si è soffermata all'esterno del tribunale con i giornalisti, ai quali ha affidato un durissimo sfogo: «Conosciamo la legge italiana, ma io spero che abbia il fine pena mai. Intanto a scontare l'ergastolo siamo noi familiari di Martina», ha aggiunto Enza Cossentino affiancata dal suo legale, il penalista Sergio Pisani. Termina così l'ultima tappa giudiziaria, tra la rabbia e le lacrime. Un'udienza ad alta tensione, segnata soprattutto dalle parole dell'imputato, che in precedenza, rivolgendosi alla Corte di assise e ai familiari della vittima, aveva chiesto scusa per l'atroce delitto di cui si è macchiato. Scuse subito respinte al mittente: «Si è ricordato di chiedere scusa dopo oltre un anno», la considerazione amarissima di Enza Cossentino prima di andare via.














