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Dario Sautto

Omicidio della 14enne di Afragola, il giovane in videoconferenza dal carcere: «Penso spesso a cosa stia facendo là fuori ma lei non c'è più. È trascorso un anno da quel giorno e ancora non mi capacito»

«Chiedo scusa per quanto ho fatto a Martina, ma non chiedo perdono perché non perdono neanche me stesso». Ha preso la parola in aula per alcune dichiarazioni spontanee Alessio Tucci, il 20enne reo confesso dell'omicidio dell'ex fidanzatina Martina Carbonaro, la 14enne uccisa un anno fa a colpi di sassi all'interno di una struttura dell'ex stadio di Afragola.

Il giovane sta affrontando il processo in Corte d'Assise a Napoli ed è collegato in videoconferenza dal carcere.«Non ho mai minacciato lei né altri - ha affermato Tucci - c'è un messaggio che abbiamo sentito alla scorsa udienza - "devi morire per amore". Intendevo dire "come sto soffrendo io, devi soffrire tu". Non intendevo cose assurde. Continuo a chiedere scusa alla famiglia - ha ribadito Tucci - perdono no, per questa cosa orrenda. Ancora oggi, è passato un anno, non ho capito cosa sia successo quel giorno. Per me è un incubo, non c'è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso cosa sta facendo là fuori, ma lei non c'è più».