HomeArezzoCronaca"Ancora non mi rendo conto". Il dolore e la gioia di GiuseppinaMartin chiede perdono alla madre e alla famiglia per quello che ha fatto: "L’ho sempre assistita nella malattia"Un caregiver, sono tanti anche in provincia di Arezzo. Nella foto in alto, l’abbraccio fra Giuseppina Martin e l’avvocato Alessia Ariano dopo la lettura del verdettoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Ancora non mi rendo conto di ciò che è successo e chiedo scusa alla mia famiglia. Spero che un giorno mia madre da lassù possa perdonarmi. Io non riesco a farlo". Sono le toccanti parole pronunciate da Giuseppina Martin lunedì nel Tribunale di Arezzo, di fronte alla Corte presieduta dalla giudice Annamaria Loprete. La 67enne ex dipendente comunale di San Giovanni è stata assolta per totale incapacità di intendere e volere al momento del delitto della madre di 93 anni Mirella Del Puglia, affetta da Alzheimer, soffocandola con un foulard mentre dormiva nell’abitazione di via Fermi. Era il 2025.

L’assoluzione ha acceso i riflettori sullo stato del welfare in Italia e sulla solitudine di tantissime famiglie, in cui si è costretti a reinventarsi caregiver per non abbandonare i più fragili al loro destino. Un dibattito che non intende giustificare alcunché, ma quantomeno si prende in carico di comprendere contesti di estremo disagio. "Non so spiegarmi come sia potuto succedere - ha detto la donna in aula rendendo dichiarazioni spontanee prima della sentenza - Per tutta la vita, e soprattutto durante la malattia, mi sono occupata di mia madre, a cui ho sempre voluto bene. Chiedo scusa a tutti, in primis ai miei familiari che mi sono rimasti sempre accanto".