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Roberto Pezzali

In Cina hanno annunciato un impianto di produzione di chip che usa una tecnologia avveniristica, fin'ora sperimentata solo in laboratorio. Se funzionasse tra qualche anno la Cina potrebbe produrre chip avanzati senza la litografia avanzata che solo ASML può proporre.

Una startup sconosciuta di nome Yuanjiwei, con sede a Shanghai, ha annunciato nei giorni scorsi, con grande sorpresa da parte del mercato, l'avvio di quella che definisce la prima linea di produzione pilota al mondo su wafer da 8 pollici interamente dedicata ai semiconduttori bidimensionali. Come per ogni azienda cinese, l'annuncio arriva tramite un comunicato pubblicato sull'account WeChat, e la notizia arriva in un momento molto particolare, perché se da una parte Pechino continua a intensificare gli sforzi per sviluppare tecnologie di produzione dei chip alternative a quelle occidentali, dall'altra è recente la notizia che ancora una volta ASML, il colosso europeo delle macchine per litografia, ha ribadito (non che ce ne fosse bisogno) che non ha mai spedito e non spedirà, fino a quando ci saranno le restrizioni, macchine EUV in Cina. Il tipo di chip che questa linea pilota dovrebbe produrre, infatti, potrebbe raggiungere tra cinque anni prestazioni equivalenti ai 5 nm senza però richiedere macchine per la litografia EUV. Secondo alcune fonti la linea sarebbe di fatto operativa già da gennaio, con la cerimonia ufficiale di inaugurazione tenutasi tra il 9 e il 10 luglio, dopo la fase di collaudo degli impianti.