Una startup cinese con sede a Shanghai, Yuanjiwei, ha annunciato l'avvio di quella che definisce la prima linea di produzione pilota al mondo su wafer da 8 pollici interamente dedicata ai semiconduttori bidimensionali (2D). Lo riporta il South China Morning Post.

L'iniziativa si inserisce nel più ampio sforzo di Pechino per sviluppare tecnologie di fabbricazione dei chip alternative a quelle occidentali, in un contesto segnato dalle restrizioni statunitensi all'export di apparecchiature avanzate per la produzione di semiconduttori.

Secondo quanto comunicato dall'azienda attraverso il proprio account WeChat, la linea pilota copre l'intero processo produttivo: dalla preparazione dei materiali bidimensionali fino all'integrazione nei chip finiti, passando per il tape-out, ovvero la fase conclusiva della progettazione che precede l'avvio della produzione vera e propria. Si tratta, secondo Yuanjiwei, del passaggio che segna il salto della tecnologia cinese sui semiconduttori 2D dalla fase di ricerca di laboratorio a quella di validazione ingegneristica e produzione industriale.

Da decenni il miglioramento delle prestazioni dei chip passa dalla miniaturizzazione dei transistor. Con l'avvicinarsi alle dimensioni atomiche, però, questo processo è diventato progressivamente più complesso e costoso. Tra i problemi principali vi è la corrente di dispersione (leakage): un fenomeno per cui l'elettricità continua a fluire attraverso il transistor anche quando dovrebbe essere spento, con conseguente aumento dei consumi energetici e della dissipazione termica.