La startup cinese Dongfang Suanxin, conosciuta anche come Shanghai Oriental Computing Technology, vuole competere nel settore dei chip per intelligenza artificiale perseguendo un approccio alternativo rispetto alla tradizionale corsa verso i processi produttivi sempre più avanzati.
D'altronde, impossibilitata come altre realtà cinesi a mettere le mani sui processi produttivi più avanzati di TSMC e altre fonderie, la nuova ambiziosa realtà deve fare di necessità virtù, puntando su nuove architetture e ottimizzazioni software.
Il progetto di Dongfang Suanxin ruota attorno a due elementi principali: il cosiddetto "software-defined computing" e un'architettura "3D-stacked near-memory". L'obiettivo è quindi aggirare le limitazioni imposte intervenendo sul modo in cui dati e risorse computazionali vengono gestiti, secondo quanto riportato in un articolo del South China Morning Post.
Il concetto di software-defined computing prevede una gestione dinamica delle risorse interne del chip, con la possibilità di modificare in tempo reale il flusso dei dati e l'organizzazione delle unità di calcolo in base al carico di lavoro. L'obiettivo è adattare maggiormente l'hardware alle diverse applicazioni, dalle operazioni di addestramento dei modelli AI fino all'inferenza.








