La startup cinese DeepSeek, salita alla ribalta globale per l'elevata efficienza dei suoi modelli di intelligenza artificiale generativa, ha avviato lo sviluppo di un processore proprietario. Secondo quanto riferito da fonti industriali, il chip non sarà destinato all'addestramento dei modelli (training), bensì alle operazioni di inferenza, ovvero la fase computazionale in cui l'algoritmo già strutturato risponde alle query degli utenti.

La mossa segna un cambio di rotta per l'azienda di Hangzhou, storicamente focalizzata sull'ottimizzazione del software e sulla ricerca algoritmica piuttosto che sulla commercializzazione o sullo sviluppo di infrastrutture fisiche.

L'iniziativa riflette una tendenza globale già intrapresa da altri player del settore: OpenAI ha recentemente svelato il chip custom "Jalapeno" (sviluppato in collaborazione con Broadcom), mentre Anthropic sta valutando soluzioni analoghe per ottenere un maggiore controllo su costi e sviluppo.

Attualmente, DeepSeek si appoggia a una flotta eterogenea di acceleratori. Il modello di ragionamento R1, i cui ridotti costi operativi hanno scosso i mercati finanziari all'inizio del 2025, è stato addestrato su GPU NVIDIA H800 (una variante depotenziata per il mercato cinese, in seguito colpita dalle restrizioni all'esportazione del governo statunitense a fine 2023). In risposta ai limiti di fornitura, la startup ha progressivamente integrato l'hardware domestico di Huawei: il recente modello V4 è stato ottimizzato per gli acceleratori della serie Ascend, e i processori Huawei sono stati impiegati anche nella pipeline di addestramento della versione alleggerita V4-Flash.