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Valentina Iorio

DP World vuole costruire un nuovo porto sulla costa orientale degli Emirati. Ma anche gli altri Paesi del Golfo scommettono su alternative allo Stretto, puntando su nuovi hub e vecchi oleodotti

Il commercio non si ferma, trova rotte alternative. Hormuz è di nuovo bloccato, ma la verità è che i traffici non sono mai davvero ripartiti. E, nel frattempo, c’è stata un’accelerazione su tutta una serie di progetti che consentono alle monarchie del Golfo di aggirare l’ostacolo. L’ultimo in ordine di tempo riguarda Dubai. Secondo il Financial Times Dp World, colosso della logistica con sede a Dubai, avrebbe avviato contatti per lo sviluppo di un nuovo porto a Fujairah e un nuovo terminal in quello esistente. Questo consentirebbe di avere un’alternativa a Jebel Ali, il porto più importante del Medio Oriente che, trovandosi a ovest di Hormuz, vede le sue attività minacciate dalle tensioni sullo Stretto.

Porti e ferrovieIl blocco dello Stretto ha spinto l’Arabia Saudita a valorizzare le infrastrutture sulla costa del Mar Rosso e a rivedere il progetto Neom, ridimensionando il sogno della megalopoli futuristica e puntando molto di più sul porto. Riad ha anche attivato un corridoio logistico e ferroviario che consente il trasporto delle merci fino al confine con la Giordania. Il corridoio ferroviario si estende per 1.700 chilometri e utilizza i binari delle Ferrovie dell’Arabia Saudita a partire dal porto di King Abdulaziz a Dammam prima di attraversare il territorio saudita passando per la capitale Riad e dirigendosi poi a nord verso Al-Haditha attraverso lo svincolo di Al Zabirah. Da qui le merci proseguono su strada.