In queste giornate caratterizzate da ondate di calore, fiumi come il Po in secca e crisi idrica in diverse regioni italiane, il Coordinamento Free sottolinea come ormai sia evidente che le ondate di caldo, che rappresentano una delle dirette conseguenze del cambiamento climatico, avranno una frequenza sempre maggiore e non possono quindi essere più trattate come un evento eccezionale e non previsto. Tutto ciò che è prevedibile richiede organizzazione, pianificazione e misure di contrasto e le ondate di caldo non fanno eccezione, è il monito lanciato dall’associazione che raccoglie tra soci e aderenti diverse decine di sigle attive nei settori delle rinnovabili, della tutela ambientale e dell’efficienza energetica. Spiega il presidente del Coordinamento Free, Attilio Piattelli: «A differenza della Francia, dove piani nazionali di adattamento si susseguono dal 2011, elaborati a seguito della canicola del 2003, e sono declinati in piani clima‑energia territoriali obbligatori, l’Italia è arrivata tardi a un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) approvato e non ha una legge climatica organica che renda giuridicamente vincolanti traiettorie e obiettivi. È per questo motivo che il Coordinamento Free propone dieci misure da attuare con urgenza per non farci trovare impreparati in occasione dei prossimi eventi climatici».