Nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha, nuovamente, autorizzato le Big Tech a monitorare, su base volontaria, i contenuti condivisi e pubblicati dagli utenti per contrastare lo scambio di contenuti pedopornografici e l’adescamento dei più piccoli online. Una facoltà accordata loro fino al 2028, nella speranza che frattanto si riesca a trovare un accordo sulle nuove regole per garantire un contrasto efficace alla pedopornografia online, regole sulle quali, sfortunatamente, sin qui quest’accordo è sembrato impossibile. Tanto è bastato perché media e opinione pubblica tornassero a dividersi tra chi sostiene che in nome della tutela dei bambini sia giusto così e chi, al contrario, sostiene che, così facendo si apra e, anzi, spalanchi la porta a inaccettabili forme di sorveglianza di massa. Un diritto contro l’altro, di nuovo. Una preoccupazione contro l’altra, ancora una volta. Proteggere i bambini e il loro diritto a un’infanzia sana e sicura anche nella dimensione digitale o esporre a un rischio enorme la privacy nelle comunicazioni elettroniche di centinaia di milioni di persone?

La solita prospettiva alternativa e antagonista, la più democraticamente becera, sbagliata, insostenibile: perché in democrazia non si dovrebbe mai chiedere alle persone di scegliere tra diritti, specie tra diritti fondamentali. Non si può chiedere di scegliere tra accettare l’idea di bambini esposti a rischi enormi nella loro vita digitale o quella della loro privacy esposta a rischi altrettanto enormi. Le persone, in democrazia, hanno, innanzitutto, il diritto a non dover scegliere tra diritti. Ma un’altra proroga non è la soluzione: crea più problemi di quanti non ne risolva perché lasciando semplicemente libere le Big Tech di fare quello che vogliono o quasi, sempre che vogliano, mentre non garantisce nulla in termini di effettiva protezione dei più piccoli, apre un vulnus oggettivo nella privacy di centinaia di milioni di europei. E, però, neppure il nulla, neppure il no apodittico e pregiudiziale, quasi di principio alla disciplina sul contrasto alla pedopornografia online non a caso battezzata, con un titolo che è un marchio a fuoco, chat control, era ed è una soluzione.