Mentre Torino si mette al pari di Bologna, Barcellona e Madrid facendo debuttare squadre di sorveglianti della movida con il progetto «Torino Care Team», la vita notturna ha già cambiato pelle: abitudini, dinamiche e soprattutto luoghi del divertimento non sono più quelli di qualche anno fa. «Bisognerebbe chiamare Chi l'ha visto? - allarga le braccia Fulvio Griffa, vicepresidente di Confesercenti e titolare del Caffè Elena - perché quello che c'era semplicemente non c'è più. Qui in piazza Vittorio nei weekend contavamo 15-20 mila presenze a sera. Ora se arriviamo a mille è già tanto. E ora la paura è che torni lo spaccio. A San Salvario è già successo». A settembre un nuovo Piano della notte È un po' il paradosso di Achille e la tartaruga: il Comune prende una contromisura ma il problema nel frattempo è cambiato. Tanto che a settembre è richiesto un tavolo tra Amministrazione e associazioni di categoria per disegnare la nuova mappa della movida torinese e ricalibrarne zone rosse e annesse sanzioni. Dopo l'estate sarà anche l'occasione per un primo bilancio di «Torino Care Team», tre nuclei coordinati dalla Polizia locale e composti da due steward formati, un addetto ai servizi di controllo, uno al primo soccorso e un addetto antincendio che da giugno, e per 55 serate, opereranno dalle 22 alle 4 del mattino di venerdì, sabato e domenica in piazza Vittorio, compresi i Murazzi e via Matteo Pescatore, alle «panche» di Borgo Rossini e in piazza Santa Giulia. Subito riconoscibili per le loro pettorine gialle, hanno il compito di mediare i conflitti e di chiedere il rispetto delle regole. Il fenomeno dei morning club e delle colazioni danzanti Bar, pub, chioschi. Esercizi commerciali che non si limitano a servire un caffè o una birra, ma che si trasformano in palcoscenici per Dj set e happening musicali capaci di richiamare, anche grazie ai social network, migliaia di avventori. È anche su queste attività che, dall'inizio dell'anno, si è concentrata l'attenzione della Polizia municipale. Una scelta dettata dal fatto che, sempre più spesso, le lamentele dei torinesi arrivano non solo dai tradizionali luoghi della movida, ma anche da attività - e format - di altro tipo. L'ultimo esempio sono i morning club, che negli ultimi mesi ha rivoluzionato le domeniche torinesi, unendo colazione e musica house o elettronica in luoghi insoliti della città, come il Mercato Centrale. Controlli e multe nei locali della notte Dal primo gennaio al 18 giugno di quest'anno sono stati effettuati 133 controlli da parte dei vigili all'interno di locali in cui «si svolge attività di somministrazione con diffusione di musica amplificata». Una raffica di verifiche che ha coinvolto l'intera città, al termine delle quali sono scattate «148 sanzioni amministrative», poco meno di una al giorno. A fornire i numeri ieri in Sala Rossa è stato l'assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, in risposta a un'interpellanza presentata da Domenico Garcea, consigliere comunale di Forza Italia. Dei 133 locali di cui sopra, ben 89 sono proprio esercizi come caffetterie o birrerie. Altri 18 sono invece discoteche o discopub, mentre gli ultimi 12 sono circoli privati. Delle 148 multe totali, 29 sono state inflitte per la diffusione di musica amplificata «in assenza o difformità di valutazione dell'impatto acustico». Altre 20 per «assenza o difformità dell'occupazione suolo pubblico mediante dehors». Altre sei sanzioni sono scattate per disturbo della quiete pubblica, quattro per diffusione di musica amplificata nel dehors e due per mancanza del cartello della capienza del dehors. Le ultime 87, infine, per irregolarità di altro tipo.
Debuttano i guardiani dello Spritz, ma la notte è cambiata: ora la movida è più dispersa
Debutta il progetto Torino Care Team, gli steward saranno attivi per 55 serate. L’obiettivo è prevenire conflitti, migliorare la sicurezza e favorire la conviv…










