Per 23 anni Liborio Princiotta, 68 anni, ha insegnato religione da precario in Sicilia. Dopo due decenni ha finalmente ottenuto il contratto a tempo indeterminato. Il paradosso? Nello stesso giorno della firma è arrivato il momento del pensionamento.L'insegnamento Una vicenda che racconta le contraddizioni del sistema scolastico italiano, dove non sempre la stabilizzazione arriva in tempi compatibili con il percorso professionale di chi ha dedicato una vita all'insegnamento.
Il cammino di Princiotta verso la scuola è iniziato dopo un momento molto difficile della sua vita. Nel 2005, in seguito alla scomparsa della moglie, ha scelto di intraprendere un nuovo percorso personale e formativo, avvicinandosi alla fede e conseguendo la laurea in Scienze Religiose. Da quel momento ha iniziato a insegnare religione cattolica nelle scuole.I 23 anni da precario Per i docenti di questa disciplina, però, l'accesso al ruolo è stato per anni particolarmente complesso. Tra concorsi poco frequenti e procedure di reclutamento specifiche, Princiotta ha lavorato per ben 23 anni con incarichi annuali, rinnovati di volta in volta senza la certezza di una stabilizzazione definitiva. L'ultimo incarico lo ha svolto all'Istituto Tecnico Commerciale "Merendino" di Capo d'Orlando. Il concorso e la firma La svolta è arrivata solo nelle scorse settimane, quando ha sostenuto e superato il concorso che gli ha consentito l'immissione in ruolo. Il 6 luglio ha così firmato il suo primo contratto a tempo indeterminato, un traguardo inseguito per oltre vent'anni.Il destino, però, ha voluto che quello stesso giorno coincidesse anche con la conclusione della sua carriera. Dopo la firma, colleghi e amici lo hanno salutato per l'inizio della pensione, trasformando una giornata di festa in un episodio destinato a rimanere simbolico.«Dopo 23 anni provo la soddisfazione di non essermi mai arreso al precariato e l'orgoglio di aver superato questo concorso», ha dichiarato Princiotta, sottolineando come la perseveranza sia stata la forza che lo ha accompagnato lungo tutto il suo percorso professionale.Prima di lasciare definitivamente la scuola ha voluto affidare ai suoi studenti un ultimo insegnamento, semplice ma significativo: non perdere mai la speranza. «Nel mondo del lavoro può succedere di tutto. Anche quando sembra impossibile, un obiettivo può essere raggiunto», è il messaggio che ha voluto lasciare ai ragazzi.








